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Tebaide (Stazio)
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La mwbgmwbwTebaide (mwcaThebais) è un mwcqpoema epico latino dello scrittore mwcgPapinio Stazio, composto nel mwcwI secolo e incentrato sulla guerra mitica di mwdaEteocle e mwdqPolinice sotto le mura di mwdgTebe. Il poema è diviso in 12 libri, per un totale di 9.748 mwdwesametri (pressoché identica in lunghezza allmwea'mweqmwegEneide mwewvirgiliana, che conta 9.896 mwfaesametri).

Contents


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Struttura

mwgaLibro 1: La mwgqTebaide si apre con una mwggmwgwPriamel, in cui il poeta rifiuta diverse altre vicende della mwhamitologia tebana e decide di concentrarsi invece sulla casa di Edipo (mwhqOedipodae confusa domus), al che fa seguito una mwhgrecusatio e un passo in lode di mwhwDomiziano.

La narrazione inizia con la preghiera di mwiqEdipo agli mwigdèi ctonii e la maledizione sui suoi figli mwiwPolinice ed mwjaEteocle, che lo hanno respinto e maltrattato. La mwjqfuria mwjgTisifone ascolta la preghiera di Edipo e sale sulla terra per adempiere alla sua maledizione, causando conflitti tra Eteocle e Polinice (che è in esilio per un anno mentre Eteocle detiene il trono di mwjwTebe). Segue un mwkaconcilio divino (mwkqconcilium deorum) in cui mwkgGiove informa gli dei del suo piano per far scoppiare una guerra tra Tebe e mwkwArgo; quando mwlaGiunone supplica appassionatamente per Argo, viene messa a tacere dalla decisione irremovibile di Giove. mwlqMercurio viene inviato negli inferi per recuperare l'ombra di mwlgLaio per guidare Eteocle in guerra.

Nel frattempo Polinice è guidato da una tempesta verso Argo e la soglia del palazzo di mwmaAdrasto, dove incontra mwmqTideo, anch'egli in esilio da mwmgCalidone e in cerca di rifugio. Tra i due esuli scoppia un alterco, interrotto da Adrasto, che li invita nella reggia, li festeggia e, in adempimento di una mwmwprofezia, offre loro in spose le sue due figlie. Prosegue spiegando l'mwnaeziologia della festa che stanno celebrando gli Argivi. Dopo aver ucciso mwnqPitone, mwngApollo si recò ad Argo per farsi purificare da re mwnwCrotopo; qui si innamorò della principessa mwoaPsamate e la sedusse, ma ciò alla fine portò alla morte di lei e di suo figlio Lino, seguita dalla vendetta di Apollo: il dio inviò dagli inferi un mostro mangiatore di bambini, che in seguito fu ucciso da mwoqCorebo, il quale infine offrì un sacrificio ad Apollo per porre fine alla piaga. Il libro termina con la preghiera di Adrasto ad Apollo.

mwowLibro 2: Il secondo libro inizia con Mercurio che guida l'ombra di Laio a Tebe; Laio appare in sogno a Eteocle nei panni dell'indovino mwpaTiresia e lo spinge a rifiutare di permettere a Polinice di diventare re quando il suo anno sia finito. Intanto, ad Argo, Adrasto dà in sposa le sue figlie, mwpqArgia a Polinice e mwpgDeipile a Tideo, in una cerimonia segnata da cattivi presagi. Il poeta descrive la mwpwcollana di Armonia, che Argia indossa al matrimonio, come un oggetto che porta sfortuna ai suoi portatori e causa conflitti. Polinice invia Tideo in un'ambasciata a Eteocle per ricordargli che il suo tempo di regno è finito, ma Eteocle rifiuta la richiesta di rinunciare al trono. Tideo, adirato, esce da Tebe, ed Eteocle lancia un agguato per ucciderlo in un passo di montagna: l'eroe calidonio, però, uccide tutti e cinquanta gli assalitori tranne Meone, in modo che possa riportare la notizia ad Eteocle.

mwqqLibro 3: Meone ritorna a Tebe, riferisce il massacro ad Eteocle, criticandone il comportamento da tiranno, e poi si suicida. I Tebani escono per esaminare il massacro e seppellire i morti. Giove ordina a mwqgMarte di andare sulla terra per scatenare la guerra, ma mwqwVenere blocca il suo carro, implorandolo di impedire il conflitto. Marte segue i comandi di Giove e si dirige sulla terra, suscitando guai nelle città e aiutando Tideo a diffondere la notizia della battaglia combattuta. Arrivato ad Argo, infatti, l'eroe esorta la gente della città ad attaccare immediatamente Tebe, ma Adrasto impiega ancora un po' di tempo a pensare al miglior modo di agire; invia quindi i veggenti mwraAnfiarao e mwrqMelampo in missione ad mwrgAfete, per trarre gli auspici per l'imminente guerra, che fa presagire confusione, violenza e morte. Marte spinge in delirio gli Argivi, che prendono le armi e si radunano alle porte del palazzo, chiedendo la guerra. Argia, solidale con l'irrequietezza di suo marito, fa appello ad Adrasto per accelerare la guerra. Il re viene finalmente convinto e inizia i preparativi.

mwsaLibro 4: Tre anni dopo, gli Argivi e i loro alleati sono riuniti e il poeta chiede a mwsqmwsgFama e mwswVetustas di aiutarlo nel catalogo di eroi e alleati. I sette contro Tebe sono: Polinice; il calidone Tideo; gli argivi Adrasto, Anfiarao e mwtaCapaneo; mwtqIppomedonte di mwtgLerna e mwtwPartenopeo d'mwuaArcadia. Intanto, anche i Tebani si preparano per la guerra; insospettito dai cattivi presagi e dall'avvertimento di mwuqBacco, Eteocle consulta Tiresia, che afferma che evocare gli spiriti è un modo più certo di predire il futuro; quindi Eteocle, Tiresia e sua figlia mwugManto vanno nel bosco di mwuwDiana per eseguire la mwvanegromanzia. Manto e Tiresia hanno una visione degli inferi e i suoi numerosi abitanti vengono a bere il sangue offerto. Vedono anche lo spirito di Laio a distanza, che si avvicina solo dopo che Tiresia lo convince che il suo odio è per suo figlio Edipo e non per suo nipote Eteocle; lo spirito del vecchio re dice loro che Tebe sarà vittoriosa, ma la vittoria "apparterrà a Edipo".

Mentre gli Argivi marciano attraverso mwvgNemea, Bacco provoca una siccità; l'esercito incontra mwvwIpsipile che allatta il piccolo mwwaOfelte: ella lascia il bimbo e mostra agli Argivi una sorgente dove finalmente trovano acqua, quindi rivela loro di essere Ipsipile figlia di mwwqToante re di mwwgLemno. Il IV libro termina con le lodi per Nemea.

mwxaLibro 5: Su richiesta degli Argivi, Ipsipile racconta la sua storia, che occupa quasi tutto il V libro, e di come da regina di Lemno sia divenuta mwxqbalia di Ofelte, figlio di mwxgLicurgo ed Euridice, sovrani di Nemea.

Tuttavia, mentre è distratta, un mwyaserpente sacro a Giove stritola Ofelte. Per vendicare il piccolo, Capaneo uccide la bestia, attirandosi l'odio di Giove. Licurgo ed Euridice piangono il loro figlioletto ucciso e vorrebbero punire Ipsipile, ma gli Argivi proteggono la fanciulla, che viene definitivamente salvata dal sopraggiungere dei suoi due figli perduti, mwyqToante ed Euneo.

mwywLibro 6: Il giorno dopo, gli Argivi si riuniscono nel palazzo di Nemea e presenziano ai riti funebri per Ofelte, mentre Euridice recita un lamento. Gli Argivi suggeriscono l'istituzione dei mwzagiochi di Nemea per commemorare Ofelte.

mwzgLibro 7: Giove, adirato per gli eventi nemei che hanno ritardato la marcia argiva, invia Mercurio al tempio di Marte in mwzwTracia, affinché questi smuova l'esercito: Marte, allora, invia il mwaapanico sui soldati argivi, che riprendono così la loro marcia. Bacco supplica invano Giove di evitare la guerra, quando gli Argivi arrivano a Tebe con terribili presagi. Intanto mwaqAntigone, sorella di Eteocle e Polinice, e un vecchio servitore guardano da una torre l'esercito e ne descrivono gli eroi (mwagteichoscopia).

Il giorno dopo l'arrivo degli Argivi, mwbaGiocasta si reca nel loro campo per dissuadere Polinice dal combattimento, ma viene bruscamente congedata da Tideo. Gli Argivi uccidono due mwbqtigri sacre a Bacco: questo mwbgsacrilegio spinge i Tebani a combattere. Il poeta invoca la musa mentre inizia a descrivere il primo scontro, in cui Apollo concede ad Anfiarao una mwbwaristeia. Durante la battaglia, però, la terra si apre e ingoia Anfiarao e il suo carro.

mwcqLibro 8: Mentre Anfiarao scende nell'Ade, mwcgPlutone, offeso da questa violazione del suo regno, invia Tisifone a devastare il campo di battaglia. I Tebani festeggiano dopo la battaglia, mentre nel campo argivo Melampo si propizia mwcwmwdaTellus con sacrifici. Il poeta invoca mwdqCalliope, quando la battaglia si accende di nuovo. Entrambe le parti ottengono vittorie nei combattimenti; Ati, promesso sposo di mwdgIsmene, viene ucciso e portato a Edipo. Tideo avvista Eteocle e si muove contro di lui, ma è intercettato e mortalmente ferito da mwdwMelanippo. Reso folle dal dolore, Tideo uccide l'avversario e gli divora il cervello, prima di morire a sua volta.

mweqLibro 9: Si accende la mischia per il corpo di Tideo. Tisifone guida Ippomedonte e l'eroe compie una mwegaristeia, in cui però uccide anche Creneo, nipote del mwewdio-fiume mwfaIsmeno, il quale si vendica uccidendolo. Gli eroi combattono per il corpo di Ippomedonte e il tebano Ipseo muore. Intanto, in Arcadia, mwfqAtalanta sogna la morte del figlio Partenopeo e prega Diana di salvarlo: la dea, però, non può che concedere a Partenopeo la forza per una mwfgaristeia, prima che egli sia ucciso da Driante.

mwgaLibro 10: I Tebani celebrano la vittoria momentanea, mentre le mogli degli eroi di Argo eseguono sacrifici a Giunone, che invia mwgqIride nel bosco di mwggSonno, il quale durante la notte addormenta profondamente l'esercito tebano. Una banda di soldati viene raccolta dagli Argivi, entra nel campo tebano e massacra i guerrieri addormentati. Dimante e Opleo uccidono molti tebani e vengono uccisi insieme.

I Tebani si svegliano e si ritirano nella città; gli Argivi lanciano un attacco frontale sulla fortezza, le cui porte vengono chiuse. In città Tiresia consulta gli dèi e vaticina che, affinché la guerra finisca, sia necessaria la morte di mwhaMeneceo, figlio di mwhqCreonte: il giovane ubbidisce e si getta volontariamente dalle mura. mwhgCapaneo si arrampica su una torre e, in un empito di mwhwmwiahybris, arriva a sfidare Giove, che lo uccide con un fulmine.

mwigLibro 11: Gli Argivi sono respinti dai Tebani nel loro accampamento. Le furie Tisifone e mwiwMegera spingono Polinice a sfidare Eteocle a singolar tenzone per decidere la guerra. Giocasta e Antigone cercano di dissuaderli, ma i due fratelli escono nella pianura per combattere e si uccidono a vicenda. Alla notizia, Edipo leva il suo lamento, mentre Giocasta si mwjasuicida. L'armata argiva, guidata da Adrasto, unico superstite tra i sette, si ritira sconfitta. Creonte prende il potere a Tebe, proibisce la sepoltura di Polinice ed esilia Edipo.

mwjgLibro 12: I Tebani seppelliscono Meneceo e gli altri loro caduti. Le donne argive si recano a Tebe per seppellire i loro mariti, figli e fratelli defunti, ma ricevono la notizia che Creonte ha negato loro la sepoltura.

Allora le donne argive si recano ad mwkaAtene per chiedere a mwkqTeseo di aiutarle, mentre la sola Argia viene segretamente a Tebe e incontra Antigone fuori dalle mura; le due bruciano il corpo insepolto di Polinice sulla mwkgpira funebre di Eteocle, ma le due fiamme si separano, tanto è l'odio tra i due fratelli, anche dopo la morte. Creonte fa arrestare le due, mentre ad Atene le donne argive si prostrano supplici all'altare di mwkwmwlaClementia. Teseo appresta un esercito: gli Ateniesi hanno la meglio sui Tebani e Creonte cade sul campo. Argia e Antigone sono liberate e le donne argive possono seppellire i loro morti.

Il poema termina con un mwlgepilogo in cui il poeta prega che la sua poesia abbia successo, dichiara di non voler rivaleggiare con lmwlw'mwmamwmqEneide e si augura che la sua fama gli sopravviva.

Traduttori in lingua italiana

Il grande successo della mwnaTebaide lungo la mwnqtarda antichità e il mwngmedioevo (si pensi all'uso che ne fa mwnwDante, oltre ad introdurre Stazio come personaggio negli ultimi canti del mwoaPurgatorio) spiega anche le numerose traduzioni del poema lungo l'età moderna, da quella di mwoqErasmo da Valvasone, nel 1570, a quella di Giacinto Nini (1630).

Una delle traduzioni più famose ed ancora oggi usate è quella di mwowCornelio Bentivoglio, che nel 1729 la pubblicò per i tipi di mwpaGiovanni Maria Salvioni con lo pseudonimo "Selvaggio Porpora". Seguirono la traduzione di Giulio Lisati (Chioggia, 1839) e di Umberto Sailer, stampata a Venezia nel 1881.

Nel XX secolo si segnalano la traduzione di Giovanna Faranda Villa (1998) per mwpgRizzoli e di Laura Micozzi (2010) per mwpwMondadori.

Edizioni italiane

• Publius Papinius Statius, mwqwLe Opere, notizie introduttive di Federico Dubner, Giuseppe Antonelli Editore, Venezia, 1840.
• mwrqLa Tebaide, 2 voll., trad. Cornelio Bentivoglio, introduzione e note di Carlo Calcaterra, Collezione di Classici Italiani con note, UTET, Torino, 1928.
• mwrwLa Tebaide: Libro I, introd., testo, trad. e note di Franco Caviglia, Collezione Scriptores Latini n.13, Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1973.
• mwsqOpere, testo latino a fronte, a cura di Antonio Traglia e Giuseppe Aricò, Collana Classici Latini, UTET, Torino, 1980-1987, pp. 1128.
• mwswTebaide, trad. e note di Giovanna Faranda Villa, introduzione di William J. Dominik, Collana Classici greci e latini, BUR, Milano, 1998 ISBN 978-88-17-17213-4.
• mwtgTebaide. A cura di Laura Micozzi. Testo originale a fronte, introd. di L. Micozzi, Collana Classici Greci e Latini n.164, Oscar Mondadori, Milano, 2010 ISBN 978-88-04-59173-3.

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Thebaid, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.